La Storia
Le radici di un’eccellenza che si rinnova nel tempo.
Tre Generazioni Di Eccellenza Orafa
La storia di Virgilio affonda le sue radici in un brillante capitolo dell’oreficeria partenopea degli anni ’60 e ’70, quando l’azienda si imponeva come una delle realtà più affascinanti di Napoli.
Fondata nel 1930 da Eduardo Virgilio, la Maison ha vissuto una rapida espansione grazie all’alta lavorazione raffinata e alla visione imprenditoriale incarnata dal figlio Gianni.
Negli anni ‘60, la bottega di via Cervantes a Napoli divenne teatro dell’innovazione: era uno dei pochi laboratori italiani in grado di lavorare il platino – una rivoluzione stilistica, importata direttamente dalla formazione internazionale di Gianni.
La creazione di grandi diamanti incastonati, lavorazioni a filo finissime e pezzi su misura per una clientela d’élite decretarono il successo della Maison Virgilio, che faceva della qualità assoluta il suo fattore distintivo.
L’azienda innovò anche nella specializzazione dei reparti, un sistema moderno per gli standard dell’epoca: ogni fase della produzione – dal disegno alla cesellatura – era affidata a mani esperte con competenze verticali, garantendo livelli di precisione e perfezione artigiana rarissimi.
Questa tradizione di eccellenza si è trasmessa fino a Milano, dove oggi opera Roberto Virgilio, terza generazione della famiglia. Egli incarna i valori acquisiti: il rigore tecnico ereditato da Gianni e l’amore per la materia di Eduardo. Nel laboratorio milanese si respira la stessa atmosfera creativa e rigorosa di Napoli, declinata in un’estetica attuale e in linea con i più elevati standards dell’alta gioielleria mondiale..
TIMELINE
1930
Eduardo Virgilio, dopo un periodo di apprendistato a New York, aprì il suo primo laboratorio a Napoli, gettando le basi della qualità e dell’arte gemmaria.
1950
Negli Anni Cinquanta Gianni Virgilio perfezionò a Parigi le proprie conoscenze tecniche. Sotto la guida di Gianni la Maison Virgilio era la più grande fabbrica di gioielli napoletana.
1974
Nel 1974 Gianni Virgilio si trasferì a Milano e, negli anni, il suo laboratorio divenne un punto di riferimento, non solo in Italia, per la produzione di gioielli di qualità eccezionale.
2008
Dopo aver arricchito la sua formazione a Londra e ad Anversa, Roberto Virgilio custodisce e rinnova il patrimonio di eccellenza artigianale tramandato dal nonno e dal padre, portando avanti quella combinazione di tradizione, tecnica e creatività in un contesto internazionale.
Riconoscimento Internazionale - Icone di Innovazione Senza Tempo
Due momenti, due capolavori e un’eredità scolpita nella luce.
Virgilio vanta con orgoglio due Diamonds-International Awards, ottenuti nel 1964 a New York e nel 1978 a Parigi.
Conosciuti nell’industria come gli “Oscar della gioielleria”, i Diamonds Awards furono organizzati dagli anni ‘60 al 2000 da De Beers in collaborazione con il Diamond Information Center per celebrare l’eccellenza creativa nel design con diamanti.
I riconoscimenti di De Beers e del Diamond Information Center hanno collocato Virgilio tra la ristretta cerchia dei gioiellieri più visionari al mondo, a testimonianza della creatività, della maestria tecnica e del profondo patrimonio di design italiano della Maison.
Ogni premio era il risultato di un rigoroso processo di selezione internazionale, guidato da una giuria di rinomati critici, designer ed esperti del settore, che valutavano centinaia di proposte provenienti da tutto il mondo. I pezzi vincitori venivano celebrati in esclusive cerimonie di gala, esposti in sedi iconiche e successivamente portati in tour internazionale, offrendo al mondo uno sguardo sul futuro del design di alta gioielleria.
Le due creazioni premiate, illustrate di seguito, incarnano lo spirito di Virgilio: visionarie nel concept, raffinate nei dettagli e profondamente radicate nell’eccellenza italiana. Non rappresentano soltanto traguardi della nostra storia: sono le fondamenta di un’eredità che continua a ispirare ogni gioiello che realizziamo oggi.
I riconoscimenti di De Beers e del Diamond Information Center hanno collocato Virgilio tra la ristretta cerchia dei gioiellieri più visionari al mondo, a testimonianza della creatività, della maestria tecnica e del profondo patrimonio di design italiano della Maison.
1964 - New York
I Diamonds-International Awards del 1964, tenutisi il 6 ottobre al Savoy Plaza Hotel di Manhattan, segnarono un punto di svolta nella storia del concorso: per la prima volta, i premi furono assegnati sulla base del merito del design individuale, e non solo dell’abilità artigianale.
Tra oltre due dozzine di premiati provenienti da otto paesi, furono i designer europei a trionfare, con Virgilio a rappresentare il meglio dell’ingegno italiano.
Il pezzo vincitore, intitolato “Primavera di Capri”, era un bracciale di diamanti poetico e tecnicamente sofisticato, disegnato da Franca Barberis Canonico.
Ispirato alla rinascita della primavera sull’isola di Capri, il bracciale presenta una vite in platino continua che si avvolge con grazia intorno al polso.
Lungo le sue linee fluide, diamanti taglio baguette scintillano come sentieri illuminati dal sole, mentre petali di diamanti taglio marquise sbocciano in delicati grappoli. Rubini a goccia, vividi e pieni di vita, punteggiano il design come fiori in piena fioritura.
La composizione evoca rinnovamento, movimento e un’armonia perfetta tra natura e materiali preziosi.
Esposto al National Arts Club di New York dal 7 al 9 ottobre e successivamente alla London Lodge Gallery, il bracciale fu acclamato dalla critica come un’“invenzione di un nuovo linguaggio dell’eleganza.”
Rimane un’opera iconica nell’archivio Virgilio — un simbolo precoce ma duraturo della filosofia creativa del marchio.
Lungo le sue linee fluide, diamanti taglio baguette scintillano come sentieri illuminati dal sole, mentre petali di diamanti taglio marquise sbocciano in delicati grappoli. Rubini a goccia, vividi e pieni di vita, punteggiano il design come fiori in piena fioritura.
La composizione evoca rinnovamento, movimento e un’armonia perfetta tra natura e materiali preziosi.
1978 - Paris
Quattordici anni dopo, i riflettori internazionali tornarono su Virgilio in occasione dei Diamonds-International Awards del 1978, tenutisi a Parigi il 19 ottobre, durante una cena di gala al celebre teatro Paradis Latin.
I premi erano ormai diventati non solo una celebrazione del design, ma anche uno spettacolo di arte e creatività, in cui le creazioni più audaci e raffinate della gioielleria in diamanti venivano svelate a un pubblico mondiale.
Il pezzo premiato era un ciondolo rivoluzionario, disegnato da Pia Guidotti Crippa e realizzato con maestria da Gianni Virgilio.
Audace nel concetto ma armonioso nell’esecuzione, il collier presenta un motivo floreale astratto in oro rosa, una scelta innovativa rispetto ai tradizionali metalli bianchi della gioielleria con diamanti.
Incastonato con 210 diamanti accuratamente selezionati, per un totale di 7,98 carati, il pendente rivela la sua brillantezza nel movimento: tre petali superiori sono progettati per ruotare, catturando e riflettendo la luce mentre si muovono dolcemente.
Al centro, tre diamanti taglio marquise — del peso di 1,01, 0,96 e 0,94 carati — formano un punto focale radioso, evocando un fiore nel pieno della sua fioritura.
L’illusione di vita e movimento creata dai petali rotanti fu considerata innovativa per l’epoca, superando i confini della gioielleria statica e invitando chi lo indossava a un rapporto interattivo e dinamico con il gioiello.
Più che una semplice collana, era una celebrazione della femminilità, della grazia e della continua trasformazione della bellezza.
L’illusione di vita e movimento creata dai petali rotanti fu considerata innovativa per l’epoca, superando i confini della gioielleria statica e invitando chi lo indossava a un rapporto interattivo e dinamico con il gioiello.
Più che una semplice collana, era una celebrazione della femminilità, della grazia e della continua trasformazione della bellezza.











